Il
documento uscito dalla riunione segreta del 20 gennaio 1942 sulla "soluzione finale" fu trovato per caso dopo la sconfitta del nazismo, fotocopiato e riprodotto
in vari testi didattici, ma si pensava che l'originale non esistesse
più. Invece c'è. E Welt online ha pubblicato quelle agghiaccianti
15 pagine dattiloscritte
BERLINO - Esiste ancora una copia del protocollo della riunione segreta in cui,
il 20 gennaio 1942, alti ufficiali delle SS e dignitari d'alto rango
del Partito nazionalsocialista (Nsdap) e dell'amministrazione del
Terzo Reich discussero e organizzarono con precisione e metodicità
industriale il genocidio del popolo ebraico. Per decenni, è stato
custodito come documento storico negli archivi dello Auswaertiges
Amt, il ministero degli Esteri tedesco. Il documento fu trovato per
caso, dopo la disfatta dell'Asse, da ufficiali delle forze armate
americane, e consegnato ai giudici del processo di Norimberga, la
grande istruttoria degli Alleati contro i criminali nazisti. Fu più
volte fotocopiato e riprodotto in testi storici e scolastici, ma
si pensava che l'originale non esistesse più. Invece eccolo qui:
in quelle 15 pagine dattiloscritte ingiallite dal tempo, pubblicate
da Welt online 1 (edizione digitale del quotidiano liberalconservatore
vicino al governo Merkel) oggi tutti, soprattutto i giovani, possono
ritrovare la prova schiacciante della Shoah. E' l'ennesima smentita ai negazionisti,
ai nostalgici e agli storici revisionisti che spudoratamente affermano
che l'Olocausto sarebbe stato inventato a posteriori dai vincitori
della seconda guerra mondiale (Usa, Regno Unito, Urss, la Polonia
del governo in esilio a Londra, la Francia libera di De Gaulle e
i molti Paesi e movimenti di resistenza loro alleati). Nossignore:
tutto vero, confermato ancora una volta dalla lettura di quell'agghiacciante
documento.
FOTO LE 15 PAGINE DEL PROTOCOLLO 2
Era il freddo 20 gennaio 1942 quando un gruppo di alti responsabili
nazisti si riunirono in una bella, lussuosa villa nel quartiere
elegante di Wannsee, nell'area sudovest di Berlino. "Geheime
Reichsache!", cioè "top secret del Reich", dice il timbro in rosso in cima al documento. L'idea di redigere il protocollo
della riunione e di stamparne trenta copie venne ad Adolf Eichmann,
l'alto ufficiale delle SS che fu poi il progettista-ingegnere dell'esecuzione
dell'Olocausto nei minimi dettagli anche tecnici, dal numero di
treni-bestiame piombati alla cadenza delle esecuzioni di massa
quotidiane col gas Zyklone-B in dosi ben calcolate prodotto dalla
diligente, moderna azienda IG Farben, con colpi alla nuca, con
criminali esperimenti "medici" in cui i deportati erano cavie destinate alla morte, fino alla "sinergia" con governi e polizie collaborazioniste esistenti ovunque tranne che in Polonia
nell'Europa occupata dall'Asse.
Già alla riga tre del documento, come si vede nelle
immagini, una piccola frase chiarisce di cosa si trattava in quell'incontro
al Wannsee: "die Endloesung der Judenfrage", cioè "la soluzione finale del problema ebraico", in esecuzione degli ordini del Fuehrer Adolf Hitler e del vertice della tirannide,
a cominciare dallo spietato, sadico capo delle SS, Heinrich Himmler.
Il testo del protocollo, redatto da Eichmann, parla chiaramente di "evacuazione verso l'Est". Annotazioni d'accompagno scritte dal suo stretto collaboratore Reinhard Heydrich
spiegano che si tratta "dell'esecuzione pratica della soluzione finale del problema ebraico".
Il protocollo su ordine di Eichmann fu dattiloscritto
in trenta copie. Più tardi però, quando fu loro chiaro che la guerra
da loro scatenata si sarebbe conclusa con la disfatta tedesca, i
gerarchi nazisti, le SS, la Gestapo, tutti i singoli personaggi e
istituzioni che ne avevano una copia, la distrussero. In marzo e
aprile del 1945, il regime eliminò migliaia di documenti che contenevano
le prove dei crimini contro l'umanità, in una corsa contro il tempo
contro gli Alleati vittoriosi: a Ovest gli angloamericani di Patton,
Eisenhower, Bradley e Montgomery, a est l'Armata rossa guidata dai
marescialli Zhukov e Rokossovskij, le unità militari dell'Armia Krajowa
polacca comandata dal governo in esilio a Londra e le divisioni polacche
nelle forze armate sovietiche.
Distrussero tutte le copie, tranne una, la numero sedici. Sembra
che un funzionario del ministero degli Esteri, convinto nazista,
e giudicato anche rozzo e corrotto, Martin Luther, riuscì a conservarla
nel sogno di compromettere il suo ministro, Joachim von Ribbentrop.
SS e Gestapo scoprirono i piani di Luther, che fu internato a Sachsenhausen.
Ma nessuno distrusse la copia. Che restò negli archivi sotterranei
del ministero. Dopo la disfatta del "Reich
millenario", i sovietici che avevano preso Berlino, setacciarono insieme a inquirenti Usa,
britannici e francesi ogni archivio delle istituzioni naziste.
Così quel protocollo finì in mano a Robert Kempner, un esule antinazista
tedesco divenuto cittadino e ufficiale americano. Kempner non volle
credere ai suoi occhi, e la trasmise subito a Telford Taylor, il
giudice americano capo della Corte alleata che giudicò i capi del
regime nazista a Norimberga. "Oh Dio, ma è un documento vero?", disse il giudice Taylor sotto shock, poi lo esaminò subito coi colleghi britannico,
sovietico e francese.
Il processo di Norimberga si concluse con numerose
condanne a morte. Alcuni dei capi del nazismo, come Hermann Goering,
si suicidarono. Degli estensori del protocollo, uno era già caduto
vittima dei suoi crimini, l'altro avrebbe reso conto più tardi al
mondo del suo ruolo. Reinhard Heydrich fu il sadico governatore di
Praga occupata, ogni giorno faceva affiggere nelle strade manifesti
con le foto dei resistenti o dei sospetti assassinati. Un commando
suicida della resistenza cecoslovacca si assunse l'incarico: si fece
addestrare nel Regno Unito dalle truppe speciali britanniche, poi
fu paracadutato presso Praga da aerei per missioni segrete della
Royal Air Force. Uccisero Heydrich in un attentato, poi si tolsero
la vita per non cadere prigionieri e non parlare sotto tortura.
Eichmann era fuggito in Argentina, ma il Mossad, l'efficientissimo
servizio segreto dello Stato d'Israele intanto sorto, lo scovò, e
in una straordinaria missione lo rapì e lo portò in Israele con un
quadrimotore DC 4 cargo con false registrazioni di volo trasporto
merci. Al processo a Gerusalemme Eichmann ammise freddo ogni colpa,
senza mostrare alcun pentimento. Fu condannato a morte e impiccato.
Ma la caccia agli ultimi criminali nazisti continua, guidata da Efraim
Zuroff al Centro Simon Wiesenthal con la collaborazione dei servizi
americani, israeliani, tedeschi e di altri Paesi. Quelle pagine ingiallite
con il piano del più orrido crimine della Storia incoraggiano a ricordare,
e a non smettere di ricercarli. repubblica.it
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